I POLLI STANNO BENE

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Mi è capitato di leggere, su Naturalmente del 28 maggio 2019 (rivista cartacea), l’articolo di cui pubblico qui sotto un’immagine che spero leggibile *(vedi anche nota a piede di questo mio intervento).

Articolo di Naturalmente del 28 maggio 2019

Sono rimasto stupito che la testata potesse pubblicare un tale contenuto, a firma di una giornalista. Un contenuto che se rappresentasse la realtà sarebbe drammatico e che, per chi non fosse informato come me, risulterebbe a dir poco allarmante. L’unico punto di quell’articolo con cui concordo sono le parole “Animal Equality” che effettivamente è un’organizzazione che esiste.

Per il resto gli allevamenti moderni sono nella stragrande maggioranza realtà che nulla hanno a che spartire con quanto descritto nell’articolo di Naturalmente. Non si può certo escludere che esistano anche i delinquenti in questo settore. Ma conoscete forse un qualsiasi ambito della nostra società che non contenga anche la classica mela marcia?

Non ho invece argomenti, che non siano ovvii, per quanto riguarda il fatto che gli allevamenti nascono per alimentare la filiera che arriva fino alle nostre tavole.

Cercherò di essere sintetico, commentando l’articolo per punti (i neretti virgolettati sono tratti dall’articolo di Naturalmente e seguiti dal mio commento):

“… le atroci sofferenze … animali con muscoli che crescono in maniera mostruosa …”

Invece la salute del pollo continua a migliorare. I polli di oggi diventano più grandi e più in fretta degli anni passati, sono più vitali e sani e le tecniche di allevamento si sono via via raffinate aumentando la sicurezza e il benessere degli animali, che crescono più velocemente per il semplice fatto che vivono molto meglio durante il percorso di allevamento sotto stretto e costante controllo veterinario.

“… animali che muoiono di sete e di fame già in allevamento … le associazioni chiedono razze con migliori indicatori di benessere e il rispetto delle tendenze naturali dei polli … selezioni genetiche esasperate, sovraffollamento, deiezioni, aria irrespirabile che causano ferite e ustioni …”

Va subito sottolineato che l’allevatore è il primo interessato al benessere dei suoi animali, sia per motivi etici che economici, poiché rappresentano il suo reddito e sarebbe assurdo e folle che comprasse dei pulcini per farli in seguito morire di fame e di sete.

L’evoluzione degli allevamenti moderni ha portato alla razionalizzazione di ogni loro singolo dettaglio.

La conseguenza è che oggi sono più efficienti e quindi meno costosi, nonostante gli animali che vi vengono allevati godano di un ottimo benessere ambientale gestito da moderne tecnologie di ventilazione, di cibo di prima qualità, acqua controllata e in abbondanza, spazi adeguati alle dimensioni e alle abitudini dell’animale. Un benessere che si trasmette nella qualità e nella sicurezza di ciò che arriva sulle nostre tavole.

I polli da carne crescono a ritmi diversi, a seconda della razza, e gli allevatori possono scegliere di dedicarsi a quelli a crescita più o meno lenta in relazione alla richiesta del consumatore. Va precisato che quest’ultimo non è informato sul fatto che, diversamente da quanto potrebbe sembrare, gli animali a crescita lenta hanno un doppio impatto negativo:

uno strettamente economico derivante dal fatto che la crescita lenta comporta maggiori costi di allevamento ed un altro di tipo ambientale legato ad una loro intrinseca minore sostenibilità ambientale.

“Prelevati con forza e messi in gabbie ancora più affollate … tentativi di stordirli, sofferenze … dissanguati..”

I polli, da sempre, non vengono allevati in gabbia, ma a terra, in spazi molto ampi.

https://www.esempidaimitare.com/nutriamoci/2019/05/17/polli-nello-spazio/

e quando vengono prelevati dall’allevamento per andare sul mercato, vengono trasportati in stie secondo un rigido disciplinare previsto per queste operazioni, in una struttura che rispetta gli standard delle industrie alimentari e dove vengono resi incoscienti, sistematicamente e non per tentativi, prima dell’inizio delle fasi di lavorazione.

È importante notare che i processi sono controllati da enti ASL e clienti di terze parti come parte del piano di benessere degli animali e supervisionati da ispettori.

PS: Nella foto dell’articolo si vedono delle gabbie dove fino a poco tempo fa non si mettevano però i polli, ma le galline ovaiole, per le quali è in fase di completamento un radicale adeguamento in open-space di tutti gli allevamenti, dove le ovaiole si muovono libere accedendo ai nidi distribuiti nell’allevamento per consentire la naturale deposizione delle uova.

*NB: La giornalista Valentina Minoglio è stata da me preventivamente contattata telefonicamente anticipandole che avrei commentato l’articolo, criticandolo e anticipandole il contenuto delle critiche.

Pietro Greppi – Ethical advisor

info@ad-just.it

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