IL POLLO NON È UN “PRODOTTO DI SINTESI*”. MA UNA SINTESI SU DI “LUI” PUÒ SERVIRE.

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*I prodotti di sintesi sono quelli derivanti da reazioni nelle quali da due o più sostanze reagenti si viene a formare un unico prodotto.

(Prima parte)

Sono tante le fantasie che circolano intorno al mondo dei polli allevati per la nostra alimentazione. Nei corridoi della nostra varia umanità circolano a ondate periodiche strane voci che raccontano di come il settore avicolo si eserciti in elaborati (e assurdi) processi che, a ben vedere, fossero veri, sarebbero affaticamenti costosi e controproducenti. Se c’è un animale infatti che, di suo, è facile ed economico da allevare è il pollo.

La complicazione semmai nasce quando, per rispondere alla richiesta di massa delle sue carni e delle sue uova, gli allevatori devono organizzarsi per far convivere migliaia di polli garantendo il benessere di ogni animale e garantire il benessere di chi se ne ciberà. Certo, perché se i polli non stessero in salute e ben nutriti non potrebbero neppure entrare nella filiera alimentare umana.

Sappiamo che qua e là qualche delinquente c’è sempre, ma questo ha poco a che fare con le fantasie che “divampano” nella mente di chi vede il diavolo ovunque.

Sarà per questo che è nato il pollo alla diavola? Scherzo.

Ma torniamo al tema di questo articolo e cerco di elencare una prima serie di risposte ad alcune domande che le persone si fanno sui polli:

SONO ALLEVATI IN BATTERIA?

Molte persone lo pensano anche a causa delle numerose campagne animaliste che condannano l’allevamento in batteria (che poi sono le gabbie) nonostante i polli non siano allevati in batteria da almeno 50 anni.

Quelle che un tempo erano allevate in gabbia erano invece le galline ovaiole, animali molto più leggeri e che meglio si adattano a questo tipo di allevamento. Comunque, anche per le galline ovaiole, le gabbie sono un sistema di allevamento in fase di graduale abbandono in favore dell’allevamento a terra.

GLI DANNO GLI ORMONI?

Gli ormoni sono vietati, prima dalle autorità sanitarie italiane che effettuano ogni anno migliaia di controlli a campione, poi da una legge europea e poi ancora dal buon senso perché inutili nel pollame. Qualcuno potrebbe pensare che il fatto che oggi i polli sono più grandi rispetto a 30 anni fa allora “vuol dire che li pompano”. Invece le maggiori dimensioni dei polli di oggi sono legate a motivi diversi e molto naturali.

Si può infatti tranquillamente dire che il motivo è paragonabile a quello per cui, oggi, molti ragazzini a 14/15 anni sono molto più alti dei loro coetanei di 30 anni fa. Questo perché è migliorata l’alimentazione, l’igiene e la possibilità di prevenire malattie che un tempo invece interferivano, eccome, sullo sviluppo delle persone.

Il cibo disponibile è oggi più curato, meglio assimilabile e più bilanciato di una volta. Questo accade a noi umani, ma siccome la ricerca e le attenzioni che l’uomo sviluppa tende a trasferirle in ogni sua attività, ecco che anche il pollo beneficia di trattamenti che lo rendono sempre più sano e “in carne”.

GLI DANNO GLI ANTIBIOTICI?

Sappiamo dalle cronache che i batteri, compresi quelli responsabili delle malattie umane, sono sempre più resistenti ai medicinali. Negli allevamenti avicoli italiani si ricorre alla terapia antibiotica come vi si ricorre in casa nostra quando dovesse presentarsi la necessità.

Così anche negli allevamenti avicoli, ma solo se strettamente necessario, cioè quando i polli dovessero ammalarsi. Ma in questo caso è obbligatorio per gli avicoltori rispettare il cosiddetto “tempo di sospensione”,  cioè il tempo necessario agli animali per smaltire il farmaco prima di essere avviati al consumo.

Inoltre va rilevato che l’uso di antibiotico negli allevamenti avicoli, quando e solo se serve, viene fatto secondo una procedura molto più raffinata e mirata che per gli antibiotici umani, perché per i polli, tramite un “antibiogramma“, viene scelto l’antibiotico specifico per il tipo di batteri che si sono manifestati e solo nella dose necessaria. Gli antibiotici usati per l’uomo sono invece in dosi uguali per tutti, ad ampio spettro e senza la certezza che lo spettro includa quel determinato batterio attivo in quel momento.

(Segue nella seconda parte al questo link :  https://www.esempidaimitare.com/nutriamoci/2019/12/13/il-pollo-non-e-un-prodotto-di-sintesi-ma-una-sintesi-su-di-lui-puo-servire-2/ )

Pietro Greppi

Ethical advisor e fondatore di Scarp de tenis

info@ad-just.it

 

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